La Storia

Schema costruttivo di un terrazzamento in sezione

Chi si trovi oggi ad attraversare in auto o in treno il Canale di Brenta, se rivolge lo sguardo verso i versanti montani rimane stupito dalle poderose serie di terrazzamenti che si innalzano fino oltre 500 metri di quota. Dal XVII secolo fino alla metà del XX secolo questa valle era caratterizzata economicamente dalla coltivazione di tabacco, che ha plasmato questi luoghi conferendovi un'impronta paesaggistica unica in ambito veneto per imponenza e diffusione dei terrazzamenti. Intorno alla coltivazione del tabacco ruotava il paesaggio, ma anche un intero sistema di vita.Panorama di Valstagna e Carpanè

 I terrazzamenti trasformano un versante montano a forte pendenza in una serie di ripiani per ottenere superfici adatte alla coltivazione. I muri di sostegno dei piani terrazzati sono detti localmente ‘masiére’ (dal latino ‘maceries’, cumuli di pietre) e sono realizzati in pietra a secco (senza l'uso di calce o cemento come legante). Una masiera può giungere anche a una altezza di 7-8 metri, ha due file di pietre parallele incastonate tra loro mediante una tecnica particolare che ne garantisce la stabilità nel tempo, ed è accompagnata alle spalle da uno strato permeabile di terra e ciottoli che fa filtrare l'acqua piovana attraverso la struttura.

Realizzare un terrazzamento richiedeva il lavoro di parecchie persone, dotate di capacità ed esperienza: per questo motivo storicamente esisteva nel Canale di Brenta un sistema di "solidarietà" di vicinato, in grado di mettere in piedi cantieri veri e propri, con maestranze tecniche e la manodopera di molte famiglie.